Teatri Storici

Le Marche vantano un’elevata concentrazione di teatri storici capillarmente distribuiti sull’intero territorio regionale, che oggi rappresentano un prezioso patrimonio da valorizzare. In passato, infatti, sono state protagoniste del processo di evoluzione della realtà teatrale italiana, che ha avuto la sua massima espressione tra il XVIII e il XIX secolo. In questo periodo andare a teatro era un rito sociale rappresentativo dell’urbanità, che determinò un vero e proprio fenomeno artistico e sociale. Sono gli anni in cui le strutture teatrali vengono rinnovate o costruite ex novo, spesso per mano di celebri architetti, contribuendo così alla definizione di un nuovo assetto cittadino anche dei centri più piccoli. Furono soprattutto i privati, attraverso la costituzione delle cosiddette Società Condominiali, a dare impulso alle iniziative edificatorie, talvolta sostenute economicamente o promosse direttamente dai Comuni. Nel 1868 vennero censiti 113 teatri nella nostra regione, di cui circa settanta sono ancora esistenti grazie ad accurati interventi di restauro che li hanno restituiti alla comunità marchigiana. In questo panorama si distingue la provincia di Macerata con ben 23 sale teatrali, che offrono un ventaglio completo delle diverse tipologie diffuse all’epoca, legate alle preferenze dei progettisti e alla contingenza degli spazi. La pianta a ferro di cavallo fu la più usata, sebbene con differenti scelte tecnico-formali, ma sono presenti esempi di pianta ellittica (teatro “Nicola degli Angeli” di Monteluopone) o a campana (teatro “Lauro Rossi” si Macerata), oltre all’uso di materiali differenti, che vanno dal tradizionale legno (teatro “Flora” di Penna San Giovanni) all’innovativa ghisa (teatro “La Rondinella” di Montefano). Molti di questi teatri sono attivi con interessanti cartelloni, in grado di coniugare la bellezza del contenitore con la vitalità del mondo dello spettacolo e di far rivivere la suggestiva atmosfera dei tempi andati.